Le recensioni false sono un problema più serio di quel che si pensi

28 aprile 2020

Il problema delle recensioni false è molto più grande e pericoloso di quanto si pensi.

Proprio come un virus, infetta tutti i principali siti di recensioni, anche i più grandi e autorevoli come Google e i marketplace come Amazon.

In questo articolo tratto da Search Engine Land, uno dei più autorevoli portali di web marketing del mondo, esponiamo un problema che affligge praticamente tutti i settori di business, quello delle recensioni false.

Sappiamo da numerosi studi che circa il 90% degli utenti di Internet consulta le recensioni online prima di acquistare; dell’influenza che le recensioni hanno in fase di acquisto ne avevamo parlato in questo articolo.

La portata del problema delle recensioni false non è ancora documentata con estrema precisione, ma "prevederebbe milioni di casi", secondo Curtis Boyd, la cui società Objection.co aiuta le aziende a identificare e rimuovere recensioni online fraudolente.

 

Chi è Curtis Boyd

È il proprietario del portale Objection.co che si occupa esclusivamente di monitorare le recensioni dei propri clienti, segnalarle ed evitare problemi ai business derivanti dallo spam di recensioni. Citato da Forbes e su portali di settore, è uno dei punti di riferimento nel campo delle fake reviews, di cui, come detto in precedenza, non si hanno ancora dati certi.

In questo articolo esporremo molte delle ragioni per cui, secondo Boyd, il problema delle recensioni starebbe diventando sempre più grave e fuori controllo.


Cosa si intende con recensioni false?

Secondo Boyd, esistono cinque fonti primarie o tipi di recensioni false:

- Aziende che vendono recensioni online sia positive che negative;

- Titolari di attività commerciali che generano direttamente o indirettamente recensioni false (tramite profili o fornitori falsi);

- Dipendenti attuali che scrivono recensioni positive per conto di un datore di lavoro;

- Ex dipendenti che scrivono recensioni negative per ritorsione per essere stati licenziati o trattati in malo modo;

- Clienti che mentono o esagerano con un'esperienza negativa per ottenere un rimborso o qualche altro vantaggio, come uno sconto o un omaggio;

- Gruppi di persone (ad es. Amici e parenti) che scrivono recensioni positive o negative a breve distanza l'una dall'altra.

Le recensioni non autentiche più comuni sono quelle di imprenditori che utilizzano un profilo falso; subito dopo, secondo Boyd, vi sono le recensioni generate dai venditori di false recensioni, che hanno generalmente sede in Cina, India, Bangladesh o nelle Filippine.

 

Yelp e TripAdvisor sarebbero i più efficaci nel processo di moderazione

Boyd ha spiegato che Yelp e TripAdvisor sarebbero generalmente molto più bravi nel moderare i contenuti e nel ridurre al minimo le recensioni false, rispetto a Google o Amazon, ma anch’essi nn sono esenti da episodi di fake reviews: "Non esiste un sito Web di recensioni che non abbia recensioni false", spiega Boyd, "Il problema è ovunque ed esistono vari livelli di sofisticazione".

"Esistono" prosegue, "decine di migliaia di profili [Google] Guida locale di proprietà delle fabbriche di recensioni; hanno fatto un buon lavoro finora nel bypassare i sistemi di rilevamento di Google".

Una grande percentuale di questi profili non sono persone reali e generano enormi volumi di recensioni fraudolente. Lo screenshot di seguito rappresenta un profilo falso (Guida locale livello 4) che fa parte di un "pod di recensioni", secondo Boyd.



É un gioco del gatto col topo 2.0

La società di Boyd utilizza una serie di tecniche di intelligenza artificiale e apprendimento automatico per identificare le recensioni false, tra cui la posizione geografica dei revisori, modelli di revisione e intervalli di tempo, relazioni tra profili di revisione, sintassi di revisione, conteggio dei caratteri e diversità lessicale.

Boyd acquista anche falsi contenuti e profili di recensioni in massa dai venditori per studiarli, e secondo lui "sono principalmente piccole aziende nei paesi in via di sviluppo e sono interessate solo ai soldi".

Boyd è stato in grado di acquistare circa 280.000 profili fraudolenti e milioni di recensioni false e le ha confrontate con profili e recensioni reali, per addestrare i suoi sistemi su schemi e relazioni tra i dati ottenuti.

 

Di seguito troviamo un listino prezzi stilato da Boyd

- 50 dollari per una falsa recensione di Yelp

- 5 dollari per una falsa recensione su Google

- Tra i 10-15 dollari per TripAdvisor

Boyd osserva che "Quando [i proprietari di attività] iniziano ad acquistare recensioni false, possono diventarne dipendenti", arrivando ad avere sul proprio profilo anche fino al 50% di recensioni false.

 

Il problema di Amazon

Il problema sarebbe particolarmente grave su Amazon, secondo Boyd.

"Circa il 90% dei prodotti che utilizzano il Bluetooth nella categoria elettronica su Amazon hanno recensioni false; anche il settore dei libri, con autori che si auto pubblicano e generano recensioni false per se stessi è un settore in cui il problema è molto grave."

Un elenco parziale di altre categorie di prodotti Amazon invaso da recensioni non autentiche include:
 
- Prodotti dimagranti;

- Fitness a casa;

- Prodotti da cucina (prodotti no di marca).

I marchi legittimi stanno perdendo posizioni e quote di mercato a causa di recensioni false: "Alcuni prodotti stanno perdendo il loro status di bestseller a causa di prodotti falsi che vengono elogiati attraverso le fake reviews."

Amazon ha periodicamente preso provvedimenti contro le recensioni false; Boyd però ipotizza che la società americana non sia troppo motivata a diventare aggressiva nei confronti dei trasgressori, in quanto le recensioni, vere o false che siano, aiutano a vendere prodotti, e Amazon continua a beneficiare direttamente e indirettamente da queste recensioni.

 

I consumatori si stanno accorgendo del problema

Come dicevamo nel nostro precedente articolo, i consumatori stanno diventando sempre più consapevoli del problema relativo alle recensioni false, sebbene non ne comprendano appieno le dimensioni. Non sono contenti di essere potenzialmente ingannati e gli editori stanno cercando di istituire norme e sanzioni più severe contro le frodi di revisione dei prodotti.

Secondo il Consumer Trust Data Index di Jebbit, da un’analisi su 100 aziende, Amazon è risultato il marchio più attendibile dai consumatori statunitensi. Se gli utenti fossero pienamente consapevoli del problema delle recensioni false sul sito, la credibilità di Amazon potrebbe risentirne di conseguenza.

È anche possibile che se Google, Amazon e altri siti non reprimeranno più vigorosamente l'annoso problema delle recensioni false, i consumatori potrebbero gradualmente tornare a metodi più tradizionali di ricerca di raccomandazioni commerciali e di prodotto come il passaparola e le recensioni di esperti.

 

Fonte: Search Engine Land

 

Marco Bersani

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