Re-send email: cos’è e come utilizzarlo!

31 marzo 2020

Probabilmente è un termine che abbiamo sentito spesso quando si parla di mail marketing, ma sappiamo cosa voglia dire e come si concretizza?

Il resend delle mail non è altro che il re-invio di una campagna, uguale in contenuti ed oggetto, agli utenti che non hanno aperto la prima campagna.
Lo scopo di una campagna è quello di entrare in contatto con più utenti possibili per trasmettere un messaggio relativo al brand, ad offerte in corso o ad alcune novità di prodotti/servizi, quindi per raggiungere un obiettivo aziendale ben definito.

Lo strumento del mailing può aiutare nella comunicazione di questo messaggio, ma non sempre si raggiungono la totalità degli utenti appartenenti al nostro indirizzario, tutto il contrario.

I dati ci dicono che le mail solitamente vengono aperte dal 25% degli utenti, mentre la restante parte potrebbe avere avuto tantissimi motivi per non averla aperta: la mail potrebbe essere andata in spam, l’utente potrebbe avere la casella di posta piena o potrebbe non aver avuto voglia di aprirla..

Ecco perché è una buona strategia tentare di re-inviare la stessa mail agli utenti che non hanno avuto nessun tipo di interazione con la prima.

Nel grafico vediamo dei dati relativi ad uno studio fatto da Mailchimp su 1300 casi.

In questo studio notiamo come il tasso di apertura del primo invio fosse il 26,7%, rappresentato in grigio, mentre quello inerente al re-send fosse l’ 8,6%. Questa campagna ha raggiunto, attraverso due spedizioni della stessa mail, il 35% degli utenti..fossero tutte così le campagne porteremmo a casa grandi risultati!


Ma qual è il momento più opportuno per re-nviare la mail?

Solitamente il tasso di apertura di una campagna si esaurisce entro 72 ore dall'invio, quindi se si parla di campagne a lunga durata, il re-send può essere fatto dopo 3 giorni dal primo invio. Ovviamente questa è un’informazione indicativa e varia rispetto all’indirizzario che l’azienda possiede e soprattutto alla velocità di spedizione delle mail.
Sempre se la campagna lo permette, ovvero abbia una lunga durata che va dai 7 ai 15 giorni, si potrà inviare anche un reminder a 48/24 ore dal termine, che ricorda all’utente la scadenza della campagna stessa.

L’azione di re-send è comunque un’azione delicata che come tutte le cose se abusata rischia di essere troppo invadente e di infastidire l’utente.

Starà all’azienda, al content creator o a chi ne fa le veci, decidere quali siano le comunicazioni che necessitino di un pubblico più ampio e quindi quando e se giocarsi la carta del resend.

 

Ci sono dei lati negativi nel re-inviare un messaggio?

Certo, come accennavo poco fa, l’invio di molte mail potrebbe portare l’utente a disiscriversi, a segnalarla come spam o a cancellarla.
È comunque un rischio che bisogna correre quando si decide di utilizzare questi strumenti, ma soprattutto quando si ricercano risultati sempre più alti.

Spesso nel mondo del B2B a seguito di una comunicazione particolarmente importante verso tutte le aziende-clienti, ad esempio un cambio di listini, una campagna di marketing significativa, l'emissione di nuovi prodotti... si utilizza il re-send proprio per assicurarsi che più clienti possibili leggano il messaggio.
In questo caso una pratica che può essere utilizzata in aggiunta al re-send è quella di fornire il file dettagliato delle letture delle newsletter spedite e capire attraverso queste, se il messaggio è stato recapitato e letto da tutti gli interessati. Nel caso in cui qualcuno dei clienti più significativi ancora non avesse letto la comunicazione, li si potrà contattare telefonicamente.
È un’azione sicuramente più usata nel B2B perchè il numero di clienti, ristretto rispetto al mercato B2C, permette il contatto diretto con i singoli utenti.

 

 

Mara Di Fuccia

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