Stadia: Il segreto meglio conservato

20 marzo 2019

I rumors si susseguivano da più di un anno, da quando cioè Google ha fatto trapelare che sarebbe entrato nel mondo delle console da gaming, tenuto strettamente in mano da colossi come Sony, Nintendo e Microsoft.

Ieri, alla più importante conferenza del settore, la Game Developer Conference di San Francisco, in molti si aspettavano la presentazione di una vera e propria console, sicuramente rivoluzionaria e strettamente collegata a servizi di streaming in cloud, ma pochi avrebbero scommesso sul fatto che la console fisica sarebbe del tutto scomparsa.

Ovviamente Google gioca a modo suo (ovvero cercando sempre di cambiare le regole del gioco) e ieri ha presentato «Stadia», una infrastruttura tutta in cloud, dichiarata in grado di fornire un'esperienza di gioco di eccezionale qualità (basta dare due numeri: 4k e 60fps!) senza alcun requisito hardware particolare, se non una minima disponibilità di banda. Prendendola da un certo punto di vista, hanno ideato la console più ecologica che esista: quella che hai già! (Il tuo smartphone, il tuo pc, il tuo chromecast, la tua smart TV, ...)

Lasciando ulteriori approfondimenti tecnici agli appassionati del settore, noi ci siamo invece interrogati su di un piccolo dettaglio: la sorprendente capacità di una azienda di dimensioni planetarie, come è Google, di lanciare e gestire per anni un progetto che avrà visto coinvolgere sicuramente migliaia di persone e centinaia di aziende partner, senza che la benchè minima indiscrezione svelasse qualcosa degli elementi chiave alla base del progetto, portato avanti con determinazione nel più assoluto segreto!

Di fronte a questo lancio di indubbio successo, vorrei lasciarvi con la fantastica chiosa di un mio caro amico (Lamberto Tedaldi di Officine Pixel): "Tanto sforzo per niente, il nome fa schifo!".

Danilo Stefani

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