L'evoluzione degli annunci pubblicitari di Google

26 marzo 2020

Google, nonostante sia una delle aziende più grandi del pianeta e le sue aree di business siano molteplici e in aumento, è anche una delle realtà più dinamiche.

Con questo articolo diamo uno sguardo all’evoluzione degli annunci pubblicitari nei risultati di ricerca, dal primo storico e appariscente con l’ombreggiatura blu, fino all'ultima versione decisamente minimal di oggi.

 

A Maggio dello scorso anno Google ha riprogettato la ricerca da mobile.

Tra le varie modifiche, Google ha inserito l’icona (favicon) dei siti su rete di ricerca organica, dapprima solo su smartphone, in seguito anche su desktop. In breve tempo però Google ha deciso di rimuovere le favicon da desktop e di lasciare solo le URL di destinazione.

Questa revisione del layout della rete di ricerca sembra stata progettata per rendere gli annunci pubblicitari e i risultati della ricerca organica più simili tra loro; scopo di questo articolo è verificare se questo processo di cambiamento abbia portato gli annunci e i risultati organici ad assomigliarsi tra loro nel corso del tempo.

 

Per prevenire ciò, nel 2013, la Federal Trade Commission (FTC) notando un "declino nella conformità" dei motori di ricerca per differenziare chiaramente gli annunci dagli elenchi organici e aveva richiesto un trattamento di progettazione più chiaro per distinguere gli annunci pubblicitari, ad esempio:

 
- utilizzare un’ombreggiatura più prominente per tutti i tipi di dispositivo;

 
- utilizzare un bordo prominente;

 
- adottare entrambe le soluzioni.

 

Nonostante ciò, attualmente i contrassegni pubblicitari sono probabilmente meno visibili di quanto non fossero allora.

Attualmente, in effetti, Google contrassegna gli annunci pubblicitari con una sottile etichetta nera, facilmente confondibile con i risultati organici.

Per motivare la sua scelta, durante il test dell'ultimo aggiornamento del design per dispositivi mobili della scorsa primavera, Google ha affermato che adottando questa nuova soluzione minimale, la maggior parte degli utenti ha trovato più facile identificare i siti Web e oltre i due terzi ha affermato che era più facile scansionare i risultati più rapidamente.

 

Vediamo ora graficamente come si sono evoluti gli annunci pubblicitari su Google dal 2007 ad oggi.

 

2007 - 2008

A partire dal 2007, Google ha cambiato lo storico sfondo ombreggiato che indica la sezione degli annunci della pagina, da blu a giallo; nel 2008 ha quindi provato brevemente uno sfondo verde decidendo poi di tornare al giallo.

Google ha continuato a testare variazioni dei colori di sfondo tra cui il blu brillante e un viola chiaro.

 

2010 -2013

Nel 2010, il viola ha ufficialmente sostituito il giallo, ma è durato circa un anno prima che il giallo riapparisse nel 2011; nel 2013 infine, Google ha modificato il giallo in una tonalità più chiara, che avrebbe chiuso per sempre l'era dell'ombreggiatura di sfondo.

 

2014

Google ha rimosso definitivamente l'ombreggiatura e ha iniziato a testare un'etichetta di annuncio gialla accanto a ciascun annuncio di testo; l'etichetta gialla "Ad" è stata lanciata però a livello globale nel 2014 in una dimensione molto più piccola di quella che è apparsa per la prima volta nei test iniziali.

 

2016 - 2017

Una nuova etichetta verde ha “avvicinato” per la prima volta il colore di delimitazione dell'annuncio al colore delle inserzioni organiche; infatti il colore verde riprendeva esattamente l'URL di visualizzazione dei risultati organici di ricerca.

Esattamente un anno dopo, Google ha mantenuto il verde, utilizzandolo solo come bordo dell’etichetta a sfondo bianco, assottigliandola e rendendola ancora meno distinguibile.

 

2019

L'ultimo aggiornamento dell'anno scorso porta alla già citata etichetta nera; il bordo viene completamente eliminato e l'URL di visualizzazione è di colore nero in perfetta sintonia con il colore dell’etichetta "Annuncio".

 

 

Conclusioni

 

Gli annunci pubblicitari su rete di ricerca vengono sempre più utilizzati per promuovere servizi e prodotti. Specialmente da smartphone, questi occupano una porzione ampia di schermo, relegando i risultati di ricerca organica nel fondo della pagina.

Probabilmente è anche per questo motivo che Google ha deciso di renderli meno invasivi, per una questione di usabilità, ma sta di fatto che nonostante l’intervento della Federal Trade Commission, la tendenza sia stata quella di rendere meno distinguibili gli annunci anche per un fatto di credibilità degli annunci stessi.

Con il passare del tempo gli utenti sono sempre più consapevoli della presenza delle pubblicità e cercano di evitarle; per Google il business derivante dagli annunci è una cospicua fonte di guadagno, e a giudicare dall’evoluzione del layout dei suoi annunci, sembra che stia cercando di renderli meno distinguibili e invasivi per facilitare i click degli utenti sopra di essi.

Come abbiamo visto nel grafico, non ci sono dubbi che fino ad oggi i fatti supportino questa convinzione; staremo a vedere se con il passare del tempo, gli enti competenti oppure Google stesso decideranno di invertire la rotta in favore di una comunicazione pubblicitaria più riconoscibile.

 

 

Marco Bersani

 

Fonte: Search Engine Land

 

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